|
Nei giorni scorsi, TV Nazionali, giornali e radio, hanno parlato di una brillante operazione della Guardia di Finanza che, a seguito di alcune segnalazioni e di controlli "a fiuto", avrebbero scoperto centinaia di evasori fiscali nel settore alberghiero.
Leggiamo di "ingegnosi truffaldini" fotocopiatori di Ricevute Fiscali e di "vaporizzatori" di Schedine di Pubblica Sicurezza. Verbali e contestazioni a raffica.
Su 205 ispezioni, si sono riscontrati 178 casi di irregolarità che secondo il Presidente della Provincia Stefano Vitali, causano "un giustificazionismo di fondo rispetto al problema dell’evasione fiscale che stride in modo drammatico con l’evidenza".
Noi con questo post non vogliamo affatto trattare l'accaduto e neanche cadere in un qualsivoglia giustificazionismo, ma vorremmo instaurare con voi che ci leggete, un confronto sulle cause piuttosto che sull'effetto.
Il termine evasione fiscale risulta abbastanza generico, in quanto accomuna tutti i tipi di evasori.
E' evasore chi non emette uno scontrino di 1 Euro per un caffè.
E' evasore (o complice dell'evasione), chi non richiede la ricevuta al ristorante, al panettiere o dal dentista.
E' evasore chi non paga le tasse ma anche chi non le paga nella giusta misura.
E' evasore chi percepisce un affitto (o una parte dell'affitto) in nero ma anche chi sposta ingenti capitali all'estero.
E' evasore il commerciante che non paga i contributi INPS ma anche la grossa industria che utilizza impropriamente gli ammortizzatori sociali per "emigrare" in quei paesi dove le regolamentazioni sul lavoro sono più flessibili e meno dispendiose.
Sono stati accusati di evasione fiscale anche Valentino Rossi, Briatore, Armani, Dolce e Gabbana, tutta gente che non fotocopiava ricevute da 100 Euro ma come "l'Albergatore copia/incolla", sono Evasori Fiscali.
Non sono evasori fiscali invece le grandi multinazionali come la Coca Cola, che vende ed incassa in Italia ma paga le tasse in Irlanda. Vedi la voce "spese di trasferimento" (Link).
Tutto questo per dire che probabilmente un problema di fondo c'è, e non riguarda solo l'albergatore, il ristoratore o l'affitto di Tremonti...
Si dice che l'Italiano non è propenso a pagare le tasse, ma questo non è vero. Basta guardare gli utili della SISAL per comprendere che la gente paga anche volentieri se di contro vi è un ritorno o una possibilità di ritorno...
Noi tutti paghiamo tasse, bolli, c*** e mazzi, ma quale ritorno abbiamo da ciò? Non abbiamo nessuna percezione di ritorno. E' questo uno dei problemi.
L'Italia è un paese povero di infrastrutture e che in 60 anni ha costruito a sue spese solo autostrade che ha poi regalato con le privatizzazioni.
Le ferrovie, sono quelle di un tempo. Le stazioni, pure. Da Rimini spariscono anche gli Intercity!!! (Link)
Siamo pieni di opere incompiute di dubbia utilità, per non parlare poi del sistema fognario di tutta Italia... Sui tombini di alcune città capeggia ancora il simbolo del fascio.
Straripiamo di aeroporti prossimi al fallimento in quanto l'uno attaccato all'altro, oppure di Fiere e Palacongressi quando ad oggi, il concetto "fiera" così com'è, è ormai vecchio e sorpassato ed i congressi, le aziende cominciano a farle nelle proprie sedi.
Se ci guardiamo indietro, siamo stati solo capaci di cannibalizzare quello che è stato costruito nel dopoguerra, ingessando fortemente il sistema economico a danno dei piccoli contribuenti e legalizzando "le migrazioni" di Aziende che si sono fatte grandi con decenni di contributi economici statali.
Abbiamo messo inpiedi un sistema economico che premia la rendita tassandola al 12,50% ed affossa il lavoro tassandolo al 45-50%.
Praticamente se hai qualche soldo da investire, che non ti passi neanche per l'anticamera del cervello di avviare un'attività produttiva che possa creare posti di lavoro e benessere...
Operare nel mondo imprenditoriale, oggi è una giungla!
Esistono centinaia, migliaia di norme che ingessano il sistema a discapito di chi lavora o genera lavoro. E fossero solo quelle...
Lavorare costerebbe così poco se solo non ci fossero decine di balzelli generati da un groviglio normativo incomprensibile e per questo inoppugnabile.
Ogni albergo deve avere un responsabile anticendio che deve seguire un corso (a pagamento) per imparare ad avvisare la gente che è in camera di lasciare l'albergo e chiamare il 115.
Poi c'è quello sanitario per imparare che la roba fuori dal frigo va a male...
C'è ancora il corso sulla sicurezza che deve verificare che non si scivoli quando il pavimento è bagnato.
Poi bisogna riempire le pareti di avvisi, cartelli, moduli, adesivi, piantine, frecce, omini verdi che corrono...
Poi c'è il canone RAI, la tassa sui fonografi, la SIAE, la ditta che manutenziona l'ascensore, l'ingegniere che certifica la ditta che manutenziona l'ascensore. E poi ci vuole il consulente che ti assiste nell'incomprensibile HACCP, l'ingegniere o il geometra per firmare collaudi, stati di fatto, modifiche e decine di altre futilità.
E poi sei sempre sotto scacco di Equitalia, che di equo ha solo gli stipendi dei dirigenti... equi per loro!
Prossimamente, saremo omaggiati anche della tassa di soggiorno, che giustamente, era proprio quello che ci mancava!
Pensate un po a quante figure professionali, dirigenziali e tanto altro ancora il lavoro vero deve mantenere...
Poi ci sono i controlli della Guardia di Finanza, dell'Agenzia delle Entrate, della Polizia Municipale, dell'ASL, dell'Ispettorato del Lavoro, dei Vigili del Fuoco e dulcis in fundo, quelli dell'INPS.
Ma non basta!!!
Qual'ora fosse sfuggito qualcosa, a fine anno ci sono anche gli studi di settore e per essere proprio sicuri, anche il redditometro!
Qualcosa però non deve aver funzionato per decenni ad Arzignano, un comune di 25mila anime dove operava liberamente da anni un'Azienda che di operai in nero ne aveva 800 (Link). E qui non parliamo del profondo Sud, ma del ricco e laborioso Veneto!
In molti questa notizia non l'hanno neanche mai saputa...
Sembra quasi doveroso paragonare questo momento socio-economico al triste naufragio del Titanic: La barca sta affondando ed i passeggeri di prima classe la abbandonano su comode scialuppe migrando con lavoro e capitali altrove, mentre la seconda e terza classe è destinata a morire cercando di rattoppare i buchi...
Qui il problema sono le regole, o meglio, anche le regole!
Non è possibile che chi conceda in affitto una struttura ricettiva guadagni più di chi ci lavora dentro.
Direte: E' il mercato!
Ma quale mercato? Lo stesso che ci ha portato a vivere questa profonda crisi economica??? E' questo il mercato?
In Italia le regole ci sono, ma sono troppe e per metà sbagliate!
Viviamo un sistema che stritola la produzione, l'agricoltura, l'artigianato, il commercio e che premia aziende che occultano 1,3 miliardi di redditi o gli ereditieri che non hanno mai avvitato una lampadina.
Adesso valli a riprendere quei soldi...
Oggi su il Resto del Carlino c'è una polemica sui numeri di questa stagione. Aureliano Bonini di Trademark li da in calo, mentre la Provincia in positivo.
Chi ha ragione non si sa, ma pe noi, gli unici numeri che contano sono quelli scritti in basso a destra sugli F24 che paghiamo ogni mese e quelli relativi ai fidi che le banche continuano a concedere sempre meno.
Se si vogliono dei dati realistici, bisogna passare in qualche Agenzia Immobiliare.
Mai come quest'anno ci sono così tanti alberghi in vendita, ma la cosa più grave è che ce ne sono ancora di più in affitto!
Di tanto in tanto sui giornali appaiono articoli su fantascientifici aiuti agli affittuari per rilevare le strutture in affitto...
Non c'è niente da fare, la rendita vince ancora una volta sul lavoro, è questo il vero dato!
Comunque sia, siamo a Settembre ed anche questa stagione 2011 è agli sgoccioli.
Il prossimo anno saremo nuovamente attaccati da balzelli, tasse, oneri e collaudi di ogni tipo e continueranno a farlo perchè siamo ancora lontani dal punto critico!
Se nessuno si ribella, perchè dovrebbero smettere di vessarci?
Gli affitti continueranno ad aumentare, le utenze pure!
Le presenze continueranno a diminuire così come i fatturati e tutti noi, ci sposteremo sulla prua della nave sperando di ritardare il più possibile l'annegamento.
|