Un Collega ci scrive per metterci a conoscenza di quanto gli sta succedendo in questi giorni lasciando a voi le conclusioni.
Come gestore di un Hotel 3 Stelle a Rimini, è anche lui presente su Booking.com.
Come molti di noi nei periodi di chiusura dell’Hotel, ha probabilmente (non ne è sicuro) fatto l’errore di inserire una tariffa alta in quanto Booking non permette di bloccare l’allotment, disincentivando di conseguenza le eventuali prenotazioni.
Il 9 Maggio di quest’anno, gli arriva dal Servizio Turismo e Marketing Territoriale, un’ingiunzione di pagamento di Euro 262,80 a firma del Dirigente perché 2 dipendenti di questo ufficio hanno accertato la violazione dell’art.38 comma 5 della Legge Regionale 16/2004 che prevede il sanzionamento di chi pubblicizza tariffe più alte rispetto a quelle dichiarate.
Tra lo stupito e l’incazzato, è andato a cercare il numero di telefono di questi due funzionari.
Ci scrive che già nel vedere che ci sono tre uffici di cui “Ufficio FUNZIONI DELEGATE TURISMO”, “Ufficio FUNZIONI DELEGATE TURISMO: Finanziamenti L.R. 40/02 – Agenzie viaggi” e “Ufficio FUNZIONI DELEGATE TURISMO: Prezzi strutture ricettive – Professioni turistiche” con altrettanti responsabili, gli ha fatto subito pensare che noi Italiani ci focalizziamo sui costi della Politica quando abbiamo un esercito di gente a stipendio fisso che naviga su Booking.com…
Comunque, ha chiamato uno dei due accertatori che gli avrebbe detto semplicemente: “Può fare ricorso”.
Adesso, per non pagare quelli che a parere del Collega sono soldi palesemente estorti, dovrebbe trovarsi un avvocato o comunque recarsi da un Giudice di Pace… magari a Luglio!
Adesso ci chiediamo: Ma è mai possibile partorire una Legge Regionale che persegua le tariffe massime e non le minime?
Anche un bambino ripetente di terza elementare comprenderebbe che le tariffe massime si autoescludono per forza di cose, in quanto nessuno mai comprerebbe una camere da mille euro in un 2 stelle.
Il problema grave invece sta nelle tariffe minime e quelle, non se le caga nessuno.
Parlano di rilancio, riqualificazione, di combattere la crisi e ci multano per una tariffa alta?
Possibile che dal 2004 ad oggi non si sia elaborata una Legge che preveda la tutela del nostro prodotto turistico impedendo una svendita tanto vergognosa quanto di dubbio beneficio?
Forse non saremo esperti di marketing, ma ci spiegate quale svantaggio può arrecare al prodotto turistico riminese vendere una camera a X Euro in più e quale venderla a 8 Euro a persona commissionabili? Sarà peggio la seconda?
Forse non avremo competenze contabili da primato, ma facendo 2 conti con carta e penna, proprio non si riescono a vedere vantaggi economici di nessun tipo adoperandosi in questa politica, soprattutto se prendiamo in considerazione gli studi di settore, il pagamento delle tasse e di tutti i balzelli a cui dobbiamo sottostare.
Sono giorni che controlliamo quotidianamente le tariffe presenti su Booking.Com e non ci spieghiamo tariffe tanto basse. Poi esistono i luminari del Marketing che ti parlano di “costo della visibilità”.
Ma è mai possibile che esistano ancora albergatori tanto sprovveduti?
Adesso c’è in giro un “fenomeno” del Marketing di cui evitiamo di fare il nome, che aumenta i fatturati degli Hotel partendo da prezzi ai limiti del decente per poi salire in base a leggi chiamate di Revenue.
L’assurdo sta nel fatto che trovano terreno fertile in colleghi disposti a pagare salate commissioni ai portali ed un aggiunta lasciare dal 3 al 5% anche al fenomeno…
Questa prassi non fa altro che impoverire il sistema e l’albergatore stesso, che allettato dalla crescita occupazionale, perde di vista quella che è la crescita dei costi variabili scoprendo solo nei successivi 24 mesi che ha movimentato un buon giro di incassi senza tener conto però che molti dei costi imputabili all’anno in corso, se li troverà sul groppone successivamente. Vedi il pagamento dell’IVA, delle tasse e dei vari balzelli posticipati.
L’albergatore riminese “è avanti” per antonomasia e a malincuore diciamo che lo è anche in questo caso. E’ pioniere di un fallimento culturale incentivato da falsi profeti che mettono in gioco gli utili e la qualità del nostro comparto SENZA RISCHIARE NULLA. Infatti il rischio rimane al 100% a chi gestisce l’azienda, non a chi indirizza a questo tipo di vendite.
Detto questo amici e colleghi, diffidate da chi vi promette il paradiso chiedendovi in cambio l’anima.











18 giugno 2013 at 18:21
18 giugno 2013 at 08:00
Rimini x l'Emilia
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Bianchini Bruno per promozionare il prodotto turistico Italia dopo aver coperto le sue spese di impianto...accidenti che impulso diamo al turismo italiano.... ragazzi la vedo magra
16 giugno 2013 at 21:32