Le dimissioni per la Fornero

Elsa Fornero dimissioni

Tutti tranquilli! Non è la Fornero che si dimette, ma oggi parliamo della nuova norma che regola le dimissioni dei Collaboratori.

Nonostante le innumerevoli e spesso incomprensive normative che regolano il nostro settore, da oggi entra in vigore la legge Fornero, con tutte le sue problematiche, non da ultimo l’inefficacia delle dimissioni e/o delle risoluzioni consensuali senza la convalida dinnanzi agli Enti preposti.

Questa norma che fin dalle sue prime ore di vita aveva lasciato a dir poco di stucco tutti gli addetti ai lavori, in quanto una norma che si propone il rilancio dell’occupazione e una migliore flessibilità sia in entrata che in uscita ma che dall’altra introduce, o meglio reintroduce (visto che una norma simile era rimasta in vigore per pochi mesi anche nel 2008) un’obbligo così invasivo possa creare nuova occupazione, sinceramente nutriamo fortissime perplessità.

Naturalmente si attendono sviluppi e le circolari esplicative del Ministero ma ad oggi dovendo applicare la norma così com’è stata scritta non possiamo fare altro che adeguarci al nuovo disposto. Ecco in sintesi cosa prevede la norma:

  1. Il Datore di lavoro riceve la comunicazione delle dimissioni volontarie dal lavoratore e comunica al Centro per l’Impiego il licenziamento;
  2. Nei 30 giorni successivi (pena la nullità) il datore di lavoro invita il lavoratore a convalidare le dimissioni pressola Direzione Territoriale del Lavoro (ex Ispettorato del Lavoro) oppure al Centro per l’Impiego territorialmente di competenza;
  3. Il lavoratore entro i 7 giorni dal ricevimento dell’invito deve presentarsi presso l’Ente individuato per la ratifica del licenziamento oppure in alternativa può non fare nulla e per il “silenzio assenso” le dimissioni/risoluzioni consensuali sono comunque ritenute valide, oppure può contestarle offrendo le proprie prestazioni lavorative.

Una burocrazia inutile e costosa se si pensa che nella nostra realtà spesso e volentieri si tratta di lavoratori stranieri che molte volte sono alloggiati presso la struttura ricettiva e che sono privi della residenza; il Datore di Lavoro sarà obbligato ad inviare l’invito per la convalida per raccomandata al lavoratore con recapito presso il proprio albergo!

Per fortuna in alternativa la legge prevede anche la possibilità di far sottoscrivere al lavoratore un’apposita dichiarazione in calce alla Comunicazione telematica trasmessa dall’ufficio paghe.

Questo potrebbe essere il fac simile di una dichiarazione tipo:

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Il/La sottoscritto/a ………….……………………… sotto la propria responsabilità esprime la propria irrevocabile decisione a voler interrompere il rapporto di lavoro per [ ] dimissioni volontarie [ ] risoluzione bilaterale e manifesta la propria volontà a sottoscrivere la presente dichiarazione in calce alla Comunicazione Obbligatoria (Unilav) del licenziamento.

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Detto questo, ringraziamo sentitamente le Istituzioni e tutti coloro che hanno concorso direttamente o indirettamente alla realizzaizone di questa opera d’arte.

Siamo curiosi di vedere quanto tempo ci vorrà ancora affinchè qualcuno si accorga che questo più che un “decreto sviluppo” sta diventando una mirata azione di sottosviluppo!!!