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Federalberghi, lo sconto e i fonografi

Federalberghi

Faiat Flash il quindicinale di informazione per Federalberghi, esce con il n. 11 del 8 Maggio 2012 con un’edizione dedicata al “pagamento per i diritti fonografici“.

Ci spiegano che entro il 31 maggio 2012, le aziende ricettive dovranno effettuare il pagamento di questi “compensi” (lo chiamano compenso…) e si vantano del fatto che per gli associati, sono riusciti a spuntare un fantastico e strabiliante sconto del 15% che diventa ancora più conveniente per le strutture stagionali che spuntano un ulteriore 30% di sconto: Un affare!

Ma spieghiamo bene in cosa consiste quest’altro balzello.

In Italia esiste la SIAE, che da sempre ha avuto il monopolio sui diritti d’autore.

Nel 2000, un gruppo di signori che si sono accorti di una presunta falla giuridica risalente al 1941(art 72 e 73bis Legge n.633/1941), che riconosce ai produttori di fonografici un diritto a percepire un compenso ogni qualvolta un brano musicale inciso su un supporto fonografico venga eseguito, direttamente o indirettamente, in pubblico, o duplicato per fini non personali.

 

Il compenso è dovuto anche nel caso in cui l’utilizzo del fonogramma avvenga senza fine di lucro. Al fonogramma, sono equiparati anche radio, TV o altri mezzi di riproduzione.

E cosa hanno fatto? Evvai di nuovo consorzio!

Federalberghi con un’abile trattativa e ligia a quanto nel 1941 la Legge 633 espletava, ha scaltramente portato a casa un risultato di tutto rispetto: La tassa si paga ma con lo sconto!

E la SIAE?

Anche quella, ma che c’entra… Quella già c’era!

Sono anni ormai che la SCF tenta di risquotere questa “tassa” dalle varie strutture ricettive ma senza successo.

Conosciamo casi in cui Colleghi, hanno fatto scrivere da un legale ed hanno ottenuto una nota di credito di fatture già emesse per gli anni 2008 e 2009.

Ci provano in tutti i modi ma con scarsi risultati. Nessuno li vuole pagare!

Allora cosa si sono inventati?

Hanno deciso di far incassare quanto a loro dire “dovuto”, indovinate da chi??? Dalla SIAE!!!

Cioè spiegateci bene… La SCF fa incassare i propri crediti dalla SIAE che è ai fatti un loro competitor?

Qui si sente puzza di “cartello”

Scusate, ma se esiste già una società che rappresenta i diritti d’autore, a cosa serve una seconda?

A cosa servono 2 presidenti, 2 consigli di amministrazione, 2 sedi e tutto quello che ne deriva dal doppiaggio di una società consortile che già dipersè rappresenta la quasi inutilità?

E poi, quali autori rappresenta la SCF? Si possono avere i nomi visto che qui parliamo di milioni di Euro all’anno???

Possibile che i nostri rappresentanti non si siano accorti che questo balzello oltre ad essere inutile è vessativo?

Possibile che non si siano accorti che una legge del 1941 oltre ad essere obsoleta, sorpassata e non adeguata ai giorni d’oggi è esclusivamente da modificare se non da cancellare?

Possibile che la Brambilla e tanti altri politici si siano incapuniti sul far chiudere (a ragione) il Canile Green Hill e nessuno invece pensa a modificare una legge del dopoguerra?

Se dobbiamo pagare 100 o 500 Euro va bene, ma non a questa minchiata dei fonografi che d’altronde, non esistono neanche più!

Vogliamo rifare il sito Italia.it? Va bene, ecco 100 euro;

Vogliamo migliorare aeroporti o strade? Va bene eccone 200;

Vogliamo evitare che la gente si suicidi creando un fondo per le vittime della crisi? Va benissimo, ecco 300 Euro.

Ma perpiacere, non chiedeteci altri soldi per pagare gli errori di una politica che in 71 anni non si è accorta che gli articoli 72 e 73bis della Legge n.633/1941 sono da mettere al rogo, così come i bollettini che SCF ci fa avere tramite federalberghi. 

Il nostro consiglio a tutti è di non pagare. Le comunicazioni che arrivano per posta ordinaria, cestinatele senza neanche aprirle.

Se vi perseguitano con le telefonate, minacciateli di denunciarli per stalking.

Secondo il parere di alcuni, loro non sono in condizione di richiedere alcun compenso, altrimenti state sicuri, ve lo chiederebbero dal 1941 ad oggi.

Poi è chiaro, ognuno è libero di fare quello che vuole ma a noi basta già l’IMU, l’IRAP, l’IRPEF, l’INPS, etc etc… Dei fonografi oggi non ne abbiamo bisogno!